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    • emmea90

      IMPORTANTE: Quale sezione devo usare? (Leggere prima di postare)   06/09/17

      Siete dei nuovi utenti e non sapete in quale sezione postare la vostra domanda/dubbio/curiosità? Allora non dovete fare altro che leggere quanto segue: la sezione General accoglie qualsiasi discussione riguardante Pro Cycling Manager in generale, dunque pareri sul gioco, discussioni e domande riguardanti il gameplay, i valori dei corridori, dubbi sulle modalità di gioco e simili; la sezione Technical è la sola e unica sezione da utilizzare per risolvere problemi tecnici riguardanti il gioco, quindi complicazioni riguardanti installazione e avvio di Pro Cycling Manager. NON postate in questa sezione problemi con i singoli pack, ma solamente problemi con il gioco pulito; la sezione Modding accoglie gli argomenti inerenti Maglie, Tappe e altri elementi che vanno a modificare e migliorare il gioco. Se volete esporre il vostro lavoro non vi resta che aprire un topic nella sottosezione più appropriata, altrimenti lo staff vi invita ad utilizzare il "Botta e Risposta" per risolvere i propri dubbi riguardanti il modding; la sezione Single Player raccoglie tutte le Story e Ministory giocate solo con la versione corrente del gioco; la sezione Multiplayer si utilizza per competizioni online, sia ufficiali che non; la sezione Tour de France riguarda l'omonimo titolo per PS4/X ONE, utilizzate questa sezione per qualsiasi domanda o altro inerente il titolo per console. Vi invitiamo ad essere quanto più chiari e comprensibili possibile nelle vostre richieste, a partire dal titolo della discussione che andrete ad aprire. Inoltre sarebbe bene NON intasare la chatbox con richieste con i vostri problemi dato che esistono le sezioni apposite. Si tratta di piccole e facili accortezze che consentono di migliorare le fruibilità del forum. Vi ricordiamo infine che NON è permesso in alcun modo richiedere assistenza tramite messaggi privati allo staff. Vi ringraziamo per l'attenzione, Lo staff

Lory94ITA

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  1. Usciti vittoriosi dalla Coppi & Bartali, ci apprestiamo ad affrontare una delle classiche italiane con maggiore storia, il Giro dell'Appennino. Vista la buona forma palesata di recente, confermiamo nel roster Carboni, Fradelloni e Pacchiardo, mentre si aggiungono Basic, Ciavatta, finalmente alla prima corsa da leader, Di Genova e Pirozzi. Pronti via, e si forma subito una fuga estremamente interessante, composta da 9 atleti e con nomi di tutto rispetto quali Kozhatayev (Astana), Politt (Katusha) e Tuft (Orica). Per noi, riescono a centrarla sia Fradelloni che Pirozzi. Il vantaggio massimo tocca i 4', ma ai piedi del Passo della Bocchetta si riduce a solo 1'30", quindi Kozhatayev decide di salutare la compagnia ed andarsene da solo. Riassorbiti tutti gli altri da un gruppo sempre più assottigliato, messo in fila indiana dal ritmo della Trek, sul Passo della Castagnola non riesce a tenere le ruote dei migliori il nostro leader Ciavatta, che paga forse i pochissimi giorni di corsa avuti fino a qui. Sentito delle difficoltà del suo capitano, ha via libera Carboni, che allo scollinamento del successivo Passo dei Giovi si lancia tutto solo all'inseguimento del kazako dell'Astana, ancora al comando. Ai -15 il ricongiungimento, con il gruppo che dista più di 1', complice anche un rallentamento che ha permesso a Ciavatta, tra gli altri, di rientrare. Carboni si piazza subito davanti a tutta e non riceve nessun cambio dal kazako, ma nemmeno glieli chiede, conscio del fatto che è stato in fuga tutto il giorno. Nonostante tutta la buona volontà, però, il gruppo guidato da un incredibile Brandle, a tirare dal Km 0, rientra sui due attaccanti poco dopo i -10, e ci si prepara così ad una volata di un drappello ben nutrito, che comprende poco meno di 60 atleti e nel quale sicuramente avrà resistito qualche uomo dotato di discreto spunto veloce. Ci si accorge che è così quando a prendere in mano le operazioni sono Orica e Bahrain-Merida, per lanciare lo sprint rispettivamente di Cort Nielsen e Bonifazio. Nonostante due treni ben organizzati, però, a spuntarla è Marco Marcato (UAE), grazie ad un'ultima curva affrontata in maniera magistrale. Battuti il danese dell'Orica e Felline (Trek), mentre per noi ottimi piazzamenti di Pacchiardo (7°) e Ciavatta (8°), bravo a recuperare energie dopo il momento di difficoltà avuto in salita.
  2. Un año mas!

    Esatto, difficoltà estremo. Piuttosto tu, mi sembra proprio che giochi in modalità losqualo90
  3. Io direi che due indizi fanno una prova, è chiaro che ci troviamo in un qualche universo parallelo Grazie per la maglia, i meriti sono tutti di @italyswiss
  4. Questi giudici corrotti Comunque due norvegesi in top 4 è un buonissimo risultato
  5. SS Lazio Team Pro

    Mi ero perso l'inizio di questa story, ottimo lavoro
  6. Che beffa per il nostro Bjarne
  7. La corsa dei campioni (parte 3) Si arriva alla 4a frazione, la tappa della verità, la più dura per Zhupa, quella in cui dovrà lottare fino alla fine per conservare il simbolo del primato. Alla partenza c'è pioggia, come d'altronde quasi sempre fin qui, non si preannuncia una giornata facile per i corridori, ma abbiamo già visto che Zhupa in queste condizioni riesce a tirare fuori il meglio di sè. Con la paura di perdere il primo posto in classifica generale, proviamo almeno a salvare quello nella classifica a punti. Per cui sin dalla partenza ci schieriamo in testa a fare buona guardia e non lasciare partire nessuno, con l'intenzione di permettere ad Eugert di giocarsi i due traguardi volanti di metà tappa. Vanno via in 6, e riusciamo a tenerli anche abbastanza a bada, fino a quando a 10 Km dal primo TV, l'ennesima caduta di questa Settimana Coppi&Bartali vede coinvolti Carboni e Pacchiardo. Ci vediamo quindi costretti a mollare il tiro ed aspettare il rientro di quelle che sono le migliori alternative per la nostra classifica generale: morale della favola, la fuga si gioca entrambi i traguardi volanti e noi rimaniamo con un pugno di mosche. Lungo la prima salita di giornata, a 35 Km dall'arrivo, partono dal gruppo Simon (Soul Brasil) e Brutt (Gazprom). Non sono pericolosissimi per la classifica, ma meglio tenerli d'occhio. In gruppo a fare ritmo ci sono rimasti i soli Lizde e Groselj, che impongono un'andatura regolare per evitare di affaticare Zhupa. Rintuzzati i pericolosi attacchi di Zoidl (Ferbelmayr) e Ciccone (Bardiani) nei pressi del GPM, rimane solo Groselj a disegnare le traiettorie in discesa. Nel frattempo davanti Simon e Brutt hanno raggiunto i fuggitivi della prima ora, e proprio il russo tira dritto lungo la discesa acquisendo un lieve vantaggio sugli altri. Iniziata l'ascesa finale verso Piane di Mocogno, Bardiani e Ferbelmayr non esitano ad aumentare subito il ritmo, e la cosa manda subito in difficoltà Zhupa, che però non cede e decide invece di salire regolare scortato da Groselj. Chi invece cede è Carboni, che probabilmente risente della caduta di inizio tappa, mentre Pacchiardo fa buona guardia e rimane nel gruppo dei migliori. La vittoria di tappa va a Brutt, che ha tratto vantaggio da una discesa fatta a tutta per poi resistere al ritorno di Simon lungo l'ascesa finale. Ad oltre un minuto dal russo, la lotta tra i favoriti si conclude con uno sprint di un gruppo ridotto a 15 unità, regolato in terza posizione da Ciccone e comprendente anche Pacchiardo, che conclude 16° di tappa. Ma ciò che più conta è vedere il distacco accumulato da Zhupa. L'albanese taglia il traguardo alle spalle del fido Groselj, che gli ha tirato tutta la salita, permettendogli di accumulare un ritardo dal vincitore di tappa di 2'10". Con Thalmann (Roth) che conclude staccato alle sue spalle, questo può significare una sola cosa: la maglia è salva! Dopo l'incredibile prestazione di Piane di Mocogno, la cronometro finale diventa solo una passerella per Zhupa, che si trova a dover amministrare un vantaggio di 1'10" su Thalmann (Roth) e di 1'59" sul vincitore della tappa precedente, Brutt (Gazprom). Fuori dal podio, in 4° posizione, a 2'34" dal leader, un ottimo Pacchiardo. Tra i primi a partire, il nostro Fradelloni si rende autore di un'ottima prova, che gli permetterà di centrare l'8° posto di tappa. La vittoria, per il secondo giorno di fila abbastanza a sorpresa, va a Brutt, che consolida così il terzo posto e la maglia di leader della classifica a punti. Zhupa si rende autore di un'altra prova sopre le righe, andando a chiudere 18° a 19" dal russo. Bene per noi anche Pacchiardo (13° a 14") e Carboni (15° a 16"). Contro ogni pronostico, quindi, Eugert può alzare le braccia al cielo: la Settimana Internazionale Coppi & Bartali è sua! Che fenomeno! Per lui anche il primo posto nella classifica degli scalatori, ottenuto grazie alla vittoriosa fuga della prima tappa. Classifica a punti che come già detto va a Brutt, mentre il miglior giovane risulta essere Thalmann, secondo in generale. Per l'Hadriaticum Cycling Project, la soddisfazione anche del primato nella classifica a squadre. @DanielFireboy @losqualo90 @MattHorse @italyswiss @superalex @PACHO
  8. Un año mas!

    Ma questa Discovery Channel? Un recap sulle squadre potevi farlo visto che hai iniziato dal 2018
  9. La corsa dei campioni (parte 2) È il giorno della cronometro a squadre. Sicuramente riusciremo a preservare la maglia, il vantaggio è grande e la distanza è breve, ma è la prima volta che ci cimentiamo in una prova del genere, quindi c'è molta curiosità per vedere cosa riusciremo a fare Trascinati da uno straripante Zhupa, galvanizzato dalla maglia di leader, chiudiamo 4° a soli 6" dai vincitori di giornata della Gazprom - RusVelo. Oltre al già citato leader della classifica generale, chiudono nei 5 Petelin, Groselj, Carboni e Pacchiardo., mentre si sono staccati Fradelloni, Mesojedec e Lizde. Da sottolineare le prove di Kuwait - Cartucho.es e Sporting/Tavira, le squadre dei favoriti alla vittoria finale Rebellin e Nocentini: nessuno dei due è riuscito a rimanere attaccato al quintetto che ha tagliato il traguardo, ma se per il capitano della squadra portoghese si tratta di aver perso solo 8" dai compagni, chiudendo a 35" dai vincitori di tappa, per l'ottuagenario leader della compagine araba è stata una vera e propria disfatta, avendo chiuso ultimo di tappa a 1'20". La terza tappa è molto più impegnativa delle precedenti e prevede l'ascesa a Ville di Montetiffi da ripetere 4 volte prima dell'arrivo a Sogliano al Rubicone. Si prospetta una difesa difficile per Zhupa Pronti via e parte la fuga buona, si tratta di quattro atleti che fanno relativamente poca paura, quindi lasciamo fare limitandoci a controllare la situazione. Che sarà una giornata dura, anche per via delle condizioni meteo avverse, lo si capisce ai -100, quando un'allucinante serie di cadute taglia subito fuori dai giochi Viel (Unieuro), terzo in classifica generale fino a quel momento. Purtroppo per noi rimangono coinvolti anche Zhupa e Pacchiardo. I due, scortati dai compagni, rientrano non senza difficoltà dopo parecchi chilometri di inseguimento, ma senza nessuno a tirare in testa al gruppo, la fuga prende il largo ed ora la maglia è a rischio. In un gruppo che ormai conta meno di 50 unità, Lizde fa un egregio lavoro, riportando il distacco dalla fuga entro termini più che accettabili, quando ai -20 ecco che succede il patatrac: altra caduta, ancora coinvolto Pacchiardo, insieme a Groselj e Rebellin (Kuwait) tra gli altri. Lizde rallenta il ritmo in testa al gruppo, pur senza smettere di tirare, Zhupa è alla sua ruota, Carboni si ferma ad aspettare il capitano. Staccatosi Groselj dopo un lavoro immenso, Carboni riesce quindi a riportare sotto Pacchiardo ai -10, ma ormai la fuga è andata e l'unica cosa da fare è cercare di limitare il ritardo. Con un attacco nelle fasi finali di corsa, la vittoria va a Thalmann (Roth). Gli altri fuggitivi arrivano inframezzati tra lui ed il gruppo, che chiude a 3'18" e nel quale Lizde e Pacchiardo sprintano cogliendo rispettivamente la 7° e la 9° posizione di tappa: la maglia è salva, ma Thalmann si avvicina sensibilmente alla vetta, distante 57" da Zhupa, che ora dovrà lottare con le unghie e con i denti nella tappa di alta montagna che aspetta i corridori. Più lontani tutti gli altri, oltre i 3', con Pacchiardo e Carboni a 3'38"
  10. Un año mas!

    Non ci sono più le squadre di bidoni di una volta
  11. La corsa dei campioni (parte 1) Arriviamo a quello che è uno degli appuntamenti più importanti della stagione, la Settimana Internazionale Coppi&Bartali. Per lo sponsor, sarà importante cercare di vincere una tappa, a noi interesserebbe anche piazzarci nei 10 della classifica finale. Con questi obiettivi ben chiari in mente, portiamo Pacchiardo per la classifica, Groselj e Lizde per le tappe, Carboni, Fradelloni, Petelin, Mesojedec e Zhupa a supporto. Alla partenza della prima tappa il sole risplende, ma le previsioni portano pioggia per il finale, e le nuvole al'orizzonte sono effettivamente minacciose. Leccandosi i baffi al solo pensiero di queste condizioni climatiche, Zhupa cerca in tutti i modi di entrare in fuga, e dopo qualche tentativo riesce a prendere il largo insieme a Correale (d'Amico-Bottecchia), Silva (Soul Brasil) e Viel (Unieuro). Quattro buoni passisti, ma le loro inesistenti doti da scalatori non mettono paura alle squadre dei favoriti per la generale, che quindi non inseguono. A tirare sono invece Bardiani e Gazprom, per permettere rispettivamente a Simion e Tsatevich di giocarsi le loro carte allo sprint. Al GPM di Borghi, vinto da Viel su Zhupa, il vantaggio dei fuggitivi raggiunge il massimo di 4'. Vantaggio che si riduce a 3' lunga l'ascesa successivo, quella verso Sogliano al Rubicone, dove comincia a piovere. Ed appena Zhupa sente l'acqua, inserisce il turbo e saluta la compagnia. Passa in testa al 1a categoria con 30" di vantaggio sugli ex compagni di fuga, mentre il gruppo dista 2'40". Con una discesa fatta a rotta di collo, nonostante l'asfalto bagnato, Eugert si assicura la vittoria di tappa, ma la cosa più impressionante sono i distacchi inflitti agli avversari: 1'32" a Viel e Silva, 3'05" a Correale, 3'28" al gruppo, comprendente tutti i nostri atleti e nel quale sprinta Pacchiardo, che va a prendersi l'8° posizione di tappa. In una giornata da tregenda, con un clima da uomini veri, Zhupa ha fatto vedere di cosa è capace, dopo un'azione solitaria durata più di 30 Km: eroe.

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