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ian

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  1. Intanto alla magione Wiggins...
  2. Ma a parte che sono pippa forte, in realtà a volte anche io sono in Liguria solo un po' più a ovest. Però l'idea mi piace, oltretutto anche emmea mi pare che vada al mare in riviera, bisogna capire dove per organizzare in modo mirato un salvataggio del mondo.
  3. Però c'è da dire che Gilbert a livello di gare di un giorno ora ha un palmares davvero completo: di fatto gli mancano Roubaix e Sanremo. Di converso, oltre alla continuità Valverde può vantare tantissime vittorie nelle gare di un giorno ma anche podi in tutti i GT e una Vuelta, quindi a carriera conclusa non sarà certamente facile fare classifiche. Direi che comunque come corridore a tutto tondo Valverde sia superiore, considerando le sole classiche bisognerebbe ragionarci. Il fatto che vada ancora così forte (ma ripassiamo il passato, quando andava ancora più forte)..... ...... qualifica purtroppo il livello e la sagacia dei suoi avversari in queste gare. Per anni si è contestato il modo di correre attendista di Valverde, che buttava tante vittorie in questo modo. I suoi avversari potevano decidere di seguire questa via, invece hanno cominciato a correre come lui, che ovviamente non può fare altro che compiacersi, ringraziare e incassare. Ma io credo che non stia inventando nulla di strano, né stia andando in modo sorprendente rispetto al resto della sua carriera. Domenica scorsa la gara si è sviluppata in modo diverso e guarda caso Alejandro non ha vinto.
  4. Ma infatti l'ho già detto nella premessa, sono al 99,99999999999% automobilista (che palle) edit: tra l'altro comunque io vado sempre da solo
  5. Aspetta, potrà non piacere ed essere noiosissima, ma i ciclisti che presentano determinate caratteristiche si schierano al via della Liegi per vincerla, quindi qualcosa vale. Poi grazie al cavolo, Contador e Wiggins avranno un palmares preferibile, ma hanno caratteristiche diversissime da Valverde. Te lo vedi il murciano a fare incetta di titoli su pista o vincere il Tour (non è che in carriera non abbia mai provato a vincere i GT)? Magari piacerebbe anche a lui... quanto a Gilbert sono d'accordo, e sono anni che sostengo che in un Fiandre potrebbe dire la sua...
  6. Evidentemente, come penso, il caso mediatico di Scarponi viene citato per parlare degli altri mille casi che riguardano il ciclista domenicale (giustamente) Ciclista domenicale che a volte ha torto marcio, ma che a volte di un po' di spazio se ne farebbe... Ho appena fatto un giro di un'oretta, post-liegi, e non dico un metro e mezzo, ma mezzo metro sarebbe anche servito
  7. Una Liegi in più qualcosa farebbe, vorrebbe dire essere il plurivincitore di tutti i tempi, che unito al fatto di essere il primo iberico a vincere su questo traguardo oltre ad aver vinto a quasi 15 anni di distanza sarebbe assolutamente leggendario. Sacrificare ciò per inseguire traguardi impossibili (Tour) o perfettamente conciliabili (Mondiale) non sarebbe una grande trovata. Comunque il concetto è che questi numeri Valverde li ha sempre fatti, anche più clamorosamente, vedi 1a tappa del Tour 2008. Solo che all'epoca i suoi avversari, senza che tra loro ci fossero fenomeni del ciclismo, correvano di conseguenza, quindi le gare che si risolvevano con questo epilogo erano un terzo di oggi, se non meno. Oggi un suo rivale accreditato, il più bello del gruppo, è praticamente la sua brutta copia, e dice che vincerà quando Valverde smetterà (e magari lui stesso sarà ormai sufficientemente vecchio), quindi di che parliamo? Comunque bravissimo Valverde
  8. A proposito del risalto, spero che l'impatto mediatico riguardi non solo il piccolo mondo del ciclismo ma anche questo genere di sempre troppo numerose tragedie, e che ciò si traduca in una riflessione generale, serena ed equilibrata sulle responsabilità di mettersi alla guida di un mezzo, qualunque esso sia (per usare l'eccesso opposto, lo stesso ciclista non deve autodeterminarsi padrone della strada, ma d'altra parte neppure essere la vittima predestinata).
  9. In quegli anni era praticamente la classica tricolore, 4 trionfi in 6 anni, l'anno prima 5 nei 5 ad Ans. E l'Italia era rappresentata dai soliti noti di queste corse, grandi campioni, ma anche tra gli altri da un ragazzo poco più che neoprofessionista, noto ai più attenti per i suoi duelli da dilettante con il "nuovo Merckx" e per un debutto incoraggiante al Giro dell'anno prima nella squadra di Cipollini. Segni particolari: va bene sui percorsi vallonati e in salita. Lui dice che è così perché, dato dove abita, ogni volta che esce in bici per tornare a casa deve fare un pezzo di salita (un po' come Freire quando diceva di essere scattante perché è cresciuto al 5° piano di un palazzo senza ascensore e da piccolo era sempre su e giù per le scale di corsa). In quella edizione aveva messo in campo ambizioni importantissime anche Armstrong, convinto di fare la corsa e portarsela a casa, avendola sfiorata 2 volte prima della "metamorfosi". La giornata è da Ardenne in pieno, tempo da lupi, pioggia a tratti. E proprio Lance attacca a fondo, pesta sui pedali come un diavolo portando via un gruppetto; clamorosa la resa di Bartoli sulla salita dell'Università di fronte a questa azione del re del Tour, sembra proprio di essere di fronte all'azione giusta. Poi sul Saint Nicolas rientrano da dietro... fra tanti anche quel giovane, che impietosamente pianta il vincitore di quattro Tour lungo la salita degli italiani. In cima alla penultima asperità i corridori sono in ordine sparso. Hamilton, con la sua andatura un po' storta, come uno che sta lì per caso, coglie l'attimo e vola verso il traguardo; poi, alla spicciolata, Mayo, che in quella stagione vola, e il solito Boogerd, che vola sempre ma non vince mai. E quasi ignorato dalle telecamere fino alla linea arriva poi lui, quarto al debutto, a 23 anni appena davanti a diversi favoriti. Sinceramente ero abbastanza convinto che dopo quella primavera (fu anche ottimo sul Muro di Huy) la sua strada fosse quella. Poi forse a causa del corso degli eventi, si è concentrato di più su altri obiettivi, inseguendo soprattutto la maglia rosa, da capitano o da uomo-squadra (riduttivo definirlo gregario), vincendo un po' meno dei numeri che aveva mostrato, ma divertendo, dando spettacolo dentro e fuori dalla corsa. E soprattutto sapendo ridere, prima di tutto di se stesso, dote rarissima, anche per le vicende che hanno caratterizzato questo ambiente negli ultimi 15-20 anni, e che quindi mancherà da morire. PS: lo so, sarebbe OT, ma proprio in riferimento alla corsa di domani mi è venuto in mente esattamente questo.
  10. E' incredibile Mancherà tantissimo per la sua umanità
  11. Ma la nuova salita in pavé è già passata di moda? Va be' che per lo spettacolo che ha aggiunto nel 2016 se ne può serenamente fare a meno
  12. Sotto il Muro di Geraardsbergen ieri si è raggruppato chi? Comunque secondo me state affrontando il discorso da prospettive diverse e non convergenti: un conto è l'altimetria complessiva della gara (su cui si può discutere, ma lasciando questo arrivo rischia di cambiare poco), un altro è la condotta di gara per cui si arriva appallati ai 200 metri finali (magari fosse solo ai piedi dell'ascesa finale, come in effetti era dieci anni fa)
  13. Stessa sensazione che ho avuto io, e che comunque contribuisce allo scazzo genericamente legato a questo arrivo: è ormai da 15 anni che tutto è ridotto al muro finale, ma ormai si è arrivati al finale del muro finale
  14. Quindi bravi tutti, meno Jungles e De Marchi Comunque Valverde non credo avesse mai vinto tanto a inizio stagione... forse nei primi anni da professionista
  15. Certo, ammetto che può starci, infatti ho sottolineato il discorso di poter tenere la corsa, che banalmente dipende dal rispettivo valore di chi vuole muovere la gara e tenerla cucita. Diciamo che per capire cosa conta di più tra i fattori elencati (percorso, novità, meteo) dovremmo vedere altre 3-4 edizioni. Al che spero si cambi di nuovo percorso Oh, esatto. Tra l'altro lo spettatore da salite è abbastanza spesso un cicloamatore che le corse le segue più o meno, che conosce qualche corridore, ma che probabilmente non sta seguendo la seconda tappa del Tour of Alps (e magari sentendo questo nome pensa a qualche ultra trail o gara di sci alpinismo). Questo solo per portare le cose nella loro giusta dimensione

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