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  1. ian andiamo insieme allora, anche io sono solo! è che sto a Genova, incontriamoci a metà strada (e facciamo massa critica piazzandoci davanti alla macchina di emmea )
  2. momento momento momento.... @emmea90 che definisce Wiggins una leggenda?!? una leggenda Wiggo, Signore Oscuro dell'Impero del Male Sky? bevenuto fra noi, emmea!
  3. e invece ha già detto che li darà alla famiglia di Scarponi: tiè!
  4. fa molto meno piacere leggere certi commenti sui social secondo cui Scarponi se la sarebbe cercata, e in generale messaggi di odio verso i ciclisti da parte di automobilisti che evidentemente si sentono i soli padroni della strada
  5. fa ancora più effetto averlo visto in gara fino a ieri...
  6. complimentoni alla Cannondale che ritira Formolo dall'ultima tappa del Trentino perdendo in un colpo solo una comoda top 5 e la maglia bianca, per averlo fresco alla Liegi dove sicuramente ammazzerà il mondo... e poi a fine stagione tutti a ingaggiare sconosciuti corridori iraniani per fare punteggio.... bah! (idem la Bmc con Caruso, se non altro però i Bmc non hanno mai problemi di classifica a fine stagione: anche se in ottica Giro, io se fossi stato il ds Bmc avrei voluto testare fino in fondo anche Caruso, date le scarsissime garanzie che mi danno Dennis e Van Garderen)
  7. esatto: finché si arriva sul Muro, prima possono fare 200 km o infilarci Mortirolo, Angliru e Zoncolan in successione, che non cambierebbe cmq nulla
  8. o si rimette come penultima la Cote d'Ereffe com'era fino a pochi anni fa, se fosse questo il problema; ma non so neanche se dipende da quello, perché se fosse vero che arrivano ai piedi di Huy già al gancio, a maggior ragione, basterebbe poco per tirare il collo al gruppo. Soprattutto per una squadra che ha più di un capitano: che si parlino e che quello messo peggio si metta al servizio dell'altro, anziché andare entrambi incontro a sconfitta certa.
  9. forse da giovane, ma di sicuro non aveva mai vinto così bene questa volta devo darti ragione, soprattutto per quanto riguarda la Sky: hai sia Kwiatkowski che Henao in formissima e a loro supporto gregari perfetti per questa corsa, non puoi sacrificare uno dei due (Kwiatkowski, più adatto) nell'azione del Wellens o Jungels di turno o anche solo facendolo partire a inizio muro, e tenerti l'altro per il testa a testa con Valverde? Invece no, fanno ritmo forte ma regolare e così facendo portano in carrozza Valverde fino agli ultimi 200 metri. E qui mi collego a quanto letto sul forum di cicloweb, e che condivido, e cioè: sono anni che la Freccia si decide sul Muro ma, fino a 4-5 anni fa, se non altro attaccavano il muro a tutta e il gruppo arrivava in cima molto sgranato, con il risultato che a vincere era spesso un corridore diverso da Valverde (vincitore della sola edizione del 2006, prima del 2013); negli ultimissimi anni, invece, li vediamo salire tutti a velocità regolare (tanto che spesso il gruppo inquadrato dall'alto è largo su tutta la sede stradale, senza una squadra che lo metta davvero in fila) perché tutti aspettano gli ultimi 200 metri per la sparata finale. Peccato però che, arrivati a quel punto, Valverde vinca in carrozza perché è quello con la punta di velocità maggiore; tanto più che gli utlimi 150 metri sono di fatto in falsopiano, e lì per battere Valverde ci vorrebbe un velocista vero, non certo un Henao o un Daniel Martin
  10. e va beh dai, almeno rispettano gli spettatori del muro di Huy
  11. dici il percorso o i partenti? ad ogni modo, senza Alaphilippe e Gilbert, la vince facile Valverde. Anche perché, a differenza della nuova Amstel, non vedo proprio chi/dove/come possa impedire che si risolva tutto negli ultimi 200 metri. * * sempre che per una volta nella vita non vada in porto l'attacco anticipato di Wellens, quotato a 1.1
  12. a parte che chi guarda una corsa da bordo strada si diverte a prescindere dal fatto che la corsa si decida esattamente sotto il suo naso, perché altrimenti uno se la guarderebbe tutta la vita in tv per apprezzare al meglio lo svolgimento della corsa... a parte questo, e a parte il fatto che quindi sarebbe inutile insistere sui "punti cruciali" di un percorso, perché al pubblico su strada interessano relativamente, e in compenso banalizzano la corsa per chi la guarda da casa; a parte poi il fatto che chi era sul Cauberg domenica ha potuto vedere i corridori molto più sgranati anziché ammassati nel gruppo, e penso abbia ugualmente apprezzato vedere Gilbert e Kwiatek e gli altri passargli davanti, anche se in quel preciso momento non si stavano sbranando a vicenda... a parte tutto questo, e tornando invece a quello che mi interessa: tutti e due, @emmea90 e @ian (che non riesco a taggare ) date per scontato che i gregari dei velocisti sarebbero riusciti a tenere la corsa, se solo lo svolgimento tattico fosse stato diverso o se non avessero sottovalutato l'azione nata ai 40 km dall'arrivo. E non avete pensato che, invece, quando i grossi calibri attaccano (per altro su un percorso senza un metro di pianura, e strettissimo) per le squadre sia tutt'altro che scontato tenere la corsa? lo si vede plasticamente sulle pietre, dove spesso pochi corridori riescono a scavare un margine incolmabile su un ben più folto gruppo inseguitore, semplicemente perché quelli davanti ne hanno di più; e perché non dovrebbe essere lo stesso anche sulle Ardenne, quando a muoversi da lontano sono i Gilbert e i Kwiatkowski e non, come in anni passati, i Giampaolo Caruso o i Van Hecke? Perché è questa la differenza sostanziale: se l'Amstel finisce sul Cauberg o poco dopo, NESSUNO dei big (a parte Wellens) si muove prima, lasciando il compito alle mezze punte che effettivamente possono poi essere tenute a bada dal gruppo (ma da un gruppo in cui, evidentemente, quasi tutte le squadre hanno interesse a tirare). Se invece, come successo domenica grazie al cambio di percorso, a muoversi sono i big assoluti, 1) per gli inseguitori diventa più difficile andarli a riprendere, e oltretutto molti gregari restano staccati prima, in corrispondenza appunto del momento in cui la corsa si infiamma; 2) al netto della squadra di Matthews o di chissà quale altro fantomatico velocista al via, chi dovrebbe tirare nel momento in cui tutte le altre squadre si ritrovano con il loro capitano in ballo là davanti? a me sembra una considerazione elementare e che voi non tenete in conto
  13. il Tour 2012 non mi ricordo avesse tappe con salite durissime a metà e arrivi in pianura: aveva semplicemente tanta crono e arrivi in salita pedalabili, non c'entra niente... e d'altra parte non ha nemmeno molto senso paragonare il percorso di un GT a quello di una classica. Dire che domenica all'Amstel la selezione sia stata fatta "a causa del vento" o per "la mancanza di punti di riferimento" da parte delle squadre mi sembra molto riduttivo, perché quello proposto NON era affatto "un percorso nuovo": gli strappi sono sempre quelli e all'incirca pure nello stesso ordine, i corridori e i ds sanno benissimo in quali punti è possibile fare selezione e dove invece non ci si riesce. Ed è proprio per questo - cioè proprio perché le squadre AVEVANO i loro precisi punti di riferimento - che la corsa è stata infiammata laddove, con il nuovo circuito finale, era possibile: e cioè non più sul Cauberg (troppo breve per scavare la selezione decisiva, quando diventa necessario guadagnare ben più del paio di secondi che era sufficiente con l'arrivo a 1 km) ma tra Kruisberg e Eyserbosweg, sfruttando anche (e soprattutto) i relativi falsopiani successivi agli strappi. È vero che un'edizione da sola non fa primavera, come una rondine, ma non liquiderei lo spettacolo di domenica alla semplice "mancanza di punti di riferimento" come è stato, forse, per le Manie alla Sanremo 2008 (con tutto che le Manie, anche a costo di diventare conosciute, devono tornare nel percorso): quella sì che era una salita inedita, nonché una variante che andava a movimentare la corsa in un ponto insolito per la Sanremo. All'Amstel, ripeto, le salite sono sempre quelle, ma è logico che chi vuole anticipare gli sprinter ora non può più aspettare il Cauberg, e quindi si regola di conseguenza. Benissimo così. Quanto alla Liegi: c'è un contratto che li obbliga ad arrivare ad Ans per i prossimi 5-6 anni? e allora che tolgano il Saint-Nikolas, di modo che chi vuole battere Valverde sia portato ad attaccare per forza tra Redoute e Roche
  14. queste cose le avevo scritte un anno fa dopo la Liegi, al termine dell'ennesimo Trittico delle Ardenne soporifero: detto, fatto, l'Amstel ha alleggerito il finale e ne è venuta fuori una corsa spettacolare. Togliere il duro dalla fine, anziché mortificare il percorso, lo esalta. Sono convinto che dall'anno prossimo cambieranno anche la Liegi, quantomeno abolendo l'orrendo ultimo km in salita ad Ans e che, anzi, se potessero gli organizzatori lo modificherebbero già in vista di domenica prossima. Diversifichiamole, queste cacchio di classiche delle Ardenne, lasciando l'arrivo in salita magari giusto alla Freccia, se non altro perché almeno il muro di Huy è il muro di Huy, e perché cmq si tratta di una corsa di km (e, negli ultimi 20 anni) anche di lignaggio inferiore alle altre due. Su Gilbert (e Kwiatkowski), niente da dire, grandissimi corridori entrambi
  15. come già detto ad Emmea su Facebook, esaltare il rendimento di Van Avermaet - e affermare che si è pienamente meritato questa prima benedetta classica monumento - non significa assolutamente sminuire la forza di Sagan. Poi secondo me Van Avermaet è pure più forte di Sagan nelle corse sulle pietre, mentre Sagan è nel complesso più completo. Ma anzi, a dirla tutta, secondo me la forza di Sagan è proprio quella di poter vincere praticamente ogni gara del calendario tranne le classifiche dei 3 GT, di altre gare a tappe particolarmente dure (mentre, per dire, un Giro dei Paesi Baschi o una Parigi-Nizza o un Romandia non gli sarebbero precluse a priori, anche se naturalmente non snaturerà mai se stesso per competere a corse che hanno un'importanza relativa) e tranne forse il Lombardia. Il rovescio della medaglia è che, pur potendo vincere tutte le altre corse in calendario, in nessuna corsa è veramente il corridore più forte: intendiamoci, è sempre TRA i più forti, ma spesso e volentieri perde lo scontro diretto contro lo specialista di turno, si chiami Kittel nel caso di una volata o Van Avermaet nel caso di una classica, e in più sconta il fatto - e questo è vero, concediamolo ad Emmea - che cmq spesso risulta essere proprio lui il faro della corsa su cui corrono tutti gli altri; ma questo, in fondo, Sagan se l'è cercato con una condotta di gara sempre molto aggressiva e vistosa

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